martedì, 02 giugno 2009
---> ghostrack


.nobody has sound
 as a work
cause you must
or you 're not
you



 every reason no sense
if it doesn't come
from you
here

 first.


your sign

has a ghostrack.


Postato da Linch
(diritti riservati sui testi scritti) - commenti (4)
martedì, 18 novembre 2008



l'onda della storia va al largo comunque
nasce da un' idea
da una rivoluzione da civili traguardi


sovente ramifica la sopraffazione
da parte di qualcuno verso qualcun altro
la storia nasce da un nodo di relazioni
 intrecciate per secoli


qualcuno si arricchisce facendo altri nodi
apre tante casseforti di massima sicurezza
 in cui nel massimo segreto seleziona interessi e uomini
diventa proprietario dell'onda di una storia di nodi
di cui muove i fili 



si crea "uno stato"..delle cose
che può propagare altre onde
 o galleggiare anche a lungo
qualcuno muove i fili dello "stato" delle cose
le cose sono persone
le persone si alzano
iniziano a correre
sollevano altre onde


l'onda si può arrotolare
porta al largo o più a fondo
e allora si approda
oppure si affonda

è necessario cavalcare l'onda
conoscere il movimento dell'acqua






Fare cultura significa
 in qualche modo,
per astrazione o sottrazione,
confrontarsi col vecchio e creare il nuovo..

limitar sul limine
con un occhio aldilà

ovvero cambiare il mondo
 'lo stato'.. delle cose;


assistere invece allo stato.. delle cose

significa
 in qualche modo
scegliere di assecondare
quello che 'lo stato..delle cose' definisce
al posto tuo...

 
  strumentalizzando i tuoi diritti..

  la tua voce

e la capacità di discernere

tra bene e male

giusto e ingiusto

arte e plastica

vero

e falso



   



qualcuno muove i fili dello "stato" delle cose
le cose sono persone
le persone si alzano
iniziano a correre
sollevano altre onde


l'onda si può arrotolare
porta al largo o più a fondo
e allora si approda
oppure si affonda

è necessario cavalcare l' onda
conoscere il movimento dell' acqua.


Postato da Linch
(diritti riservati sui testi scritti) - commenti (20)
giovedì, 24 luglio 2008
---> Testacoda





“ La sua destinazione?”

 
“Capolinea”
 
“Quale?”
 
“IL suo!”
 
Talvolta pare solo un attrezzo
da lavoro per stancarsi un po’
Circuiti per circuìti a scopo di lucro
 
“Amavi da sempre!”
 
diceva Nonnorally,
il futuro dei giovani
"gli indottrinamenti mi fan pianger in lòcul lo cul
preferisco correr il rischio
di cader da vecchio
Son il futur dei giovani,
son un vecchio precario!
Amavi da sempre!"
 
Correndo il viso rosso
coronato da fascia bianca
l’ indossava come la corona
del suo pensiero
per riprender  fiato perduto
durant esistenza d’acciaio
 
Pensier in viaggio
Solo quando correva
 
“ non c’entra chi ha scritto il libro più bello
per quale ragione lo abbia fatto
a quale scopo di lucro
si senta utile all’umanità..
non entr’ arte..
musica..bolla di vento..
il sogno più atteso…
rapire risata ferina e feroce
prima della fine del mondo
del prossimo sguardo
dopo che la luna
prima del sole
 
o semplice mente
del più grande spettacolo
che ci vede protagonisti
volontari
o inventari…
di qualcuno
che non ci conosce
neanche da lontano..
strategie di consumo
per mettersi al riparo
da smarrimenti
e consolar l’intangibile”
 
quella corsa era un fiume in piena
“Hai ripreso fiato?”
diceva Nonnorally,
il futuro dei giovani,
fradicio di sudore
“amavi da sempre!
é tempo di gettare l'àncora
ove il mattin ha oro in bocca!”
gli rispose un animo giovane
(“Ci vorrebbe una buona bicicletta”)
diceva un passante
 
dentro quei pensieri
ascoltava quel fiume
di ossigeno e idrogeno
correndo attraverso
le sens’azioni
sentiva
bruciarsi nel ghiaccio
il pulsar..
che incalzava in crescendo
come un piatto rotto ogni secondo
attraversato di corsa
“Nuotava
nell’acqua
sulle cose
che non vuoi veder
e non sentire”
 
“è un piacere scivolare
sulle cose
quand' è freddo,
serve la tuta per proteggersi
allora il cuore ghiaccia
chiuso al caldo
comunque
nella propria casetta..
una delle tante..”
 
Aveva il respiro di un alce
 
“d’estate suda ed apre gli ormoni
come cosce
di pollo
per ritrovar nel sole
le carni che portano i suoi segni
come reliquie di un sentimento cosmico..
d’inverno ghiaccia, copre e rimembra..
chiude e restringe..
stringe solo quel che riconosce..
al contempo le stagioni scorron nel sangue
macrobiotiche in microsecondi
più veloci della forza di gravità
 
 
ma
 
Non esiste
per nessun altro
nulla di tutto quel..
che per te è necessario
tra ossigeno e idrogeno
in circolo
nel batter ciglio
di una vita..
tutto questo
è opera
silenziosa!”
                                            “Qualcuno vede oltre il palmo del suo naso,
se non ha puzza sotto!”
diceva Nonnorally
il futuro dei giovani,
correndo sempre più veloce
inseguito dal passante
(“Non ho ancora trovato la mia bicicletta,
 non l’hai per caso vista dinanzi al fiume in piena?)
Aveva il paradosso nel sangue
 scorreva sulla sua strada
Accanto a lui..
il fiume in piena
 
“Era la tua storia!
Amavi da sempre!”
diceva Nonnorally
il futuro dei giovani
 
                       (“Avete per caso visto
la mia bicicletta!?”)
aggiunge il passante
rivolto a soggetti ed oggetti
 evidenti e celati nel dialogo
(“stava qua!!”)
  Già!da sempre!
non ha capito niente..
musa o zozza che sia..
stella o bazzecola
che si riveli
doccia o sangue freddo
non ha capito nulla
e non del vortice..
della sostanza…
del senso di un azione..
quella persona
come tante
è una mezzeria..
non ha colore..
fuoco azzurro metallo sibilo..eco..urlo
era nell’abito il suo preferito..
un pezzo di stoffa
con esso ostenta la conquista
e risponde a domanda…
con parole confezionate
poi prepara le armi..
per affondare
nel tempo perso..
la vita!
Quella sua
E degli altri!”
(" Con chi parla chi parla
mentre mi sgranchio le gambe?")
dice passante
"Sgranchire !
si dice sgranchire!"
dice altro passante in bicicletta
"eccolo, eccolo
il ladro di biciclette!"
dice passante
"bel film!"
dice un animo giovane.
 
“..il duello
finale..
dove cosa
è carne
o anima
passerà..
come consumo
effimero..
ne son già piene
le stalle..
proprio quando arrivan le stelle
sulla mezzeria!”
 
“Amavi da sempre!
Ora affonda il macete nell'aia
e fertilizza i campi,
salda radici a terraferma”
diceva Nonnorally,
il futuro dei giovani
precarizzante
e spompo
“Ghe la fas pù!
Ho ‘na certa età! Corro da ore!”
(“Fermati ora! Ga pensi mì!Vien con migo amigo!
Cerchiamo una bicicletta!”)
diceva il passante
 
Sono fermi
Immobili…
Il mezzo..
Le sedie..
L’uomo..
La vista..
I passanti
In movimento..
E’ fermo
Il silenzio..
Non il resto..
Non una goccia
di quell’ attimo
che stava attraversando!”
 
“Quel momento..
Non esiste
Per nessun altro
 
Era la tua storia!”
diceva Nonnorally,
il futuro dei giovani
senza avere un concetto preciso
questa volta
perchè cercava qualcosa
 
(“Eccola là,
qualcuno me la voleva fregare..
..Testacoda..
ma so io dove andare
adesso a reclami!”)
diceva il passante
dinanzi al fiume in piena
 
“Quel che amasi da sempre
“Non era mia/nostra/vostra
intenzione!”
L’intenzione è lì..
nella mezzeria…
profondamente
umana…
dentro
esiste
anche
lo schifo
e chi ne fa uso
per diletto.
Non è attendibile il sano riscontro di quello che
 
Amavi da sempre”
 
“Questo stesso mondo di mezze vie
non ha mezze misure
uccide e ringrazia
in simultanea,
 
con precisione aritmetica sul tempo.”
 
“”Non era mia/nostra/vostra
intenzione!”
L’intenzione è lì..
nella mezzeria…
profondamente
umana…
e spesso è disumano
il viaggio che ha compiuto
per arrivare a quel capolinea”
 
Talvolta pare solo un attrezzo
da lavoro per stancarsi un po’
 
“Amavi da sempre.
Era una bella storia
Chissà in quanti
vi si potranno riconoscere?”
diceva Nonnorally,
il futuro dei giovani,
con una borsa di ghiaccio
sulla fronte
ed un termometro
 sotto l’ascella sinistra
                                                                         appoggiato alla ruota
                                                                               di un rampichino
                                                        (Ancora grazie Nonno! Se non ci fossi tu, futuro dei giovani!
                                                        Non me ne vado finchè non hai la febbre…
                                                                    finchè non hai provato la febbre dopo le corse”)
                                                                        diceva il passante
 
“Il Mare ha da sempre una storia,
amasi da sempre il mare
l’ onde avvolgono e spaziano
anche laddove soffocano
non c’entra chi ha scritto un libro più bello
per quale ragione lo abbia fatto
a quale scopo di lucro
si senta utile all’umanità..
non entr’ arte..
la musica..la bolla di vento..
il sogno più atteso…
venir appagati prima
della fine del mondo
del prossimo sguardo
dopo che la luna
prima che il sole
 
o semplicemente
del più grande spettacolo
che ci vede protagonisti
volontari
o inventari…
di qualcuno
che non ci conosce
neanche da lontano..
strategie di consumo
per mettersi al riparo
da smarrimenti
e consolar l’intangibile”
 
il sogno più atteso…
rapire una risata ferina e feroce
prima della fine del mondo
del prossimo sguardo
dopo che la luna
prima che il sole
dentro cerchi di fumo
o tra i brividi del verso più onirico
del timbro di voce più scenico od o-scenico
…non c’entra un bersaglio che ha disciplina
nel suo scandirsi
 
 o semplicemente
del più grande spettacolo
che ci vede protagonisti
volontari
 o inventari…
di qualcuno
non centra una parola..
una parola non c’entra il sentimento…
che porta quì
dove finisce il limine..
 
 
“Non era mia/nostra/vostra
intenzione!
L’intenzione è lì..
nella mezzeria…
profondamente
umana…”
                                                     (“la poesia corre in corsivo..
conta e sconta come il tuo termometro
ed il mio rampichino..oggi tutto torna..
dov’è il mostro?)
diceva il passante
“Nelle tue parole c’è un abisso!oggi
tutto torna
non più come un tempo
oggi ci sono i clichè
i profeti cloni
il revival ed i cantori
delle balle di fieno..
i poetini della penna rossa
che pensano di coltivare il segreto dell'essenza
forbendo lezioni ai non allineati
poi di tutto un pò indottrinamenti
scopiazzati da altre storie
che mi facean pianger in lòculo lo cul  da giovine..
oggi che sono vecchio non sento più  tristezza..
la mezzeria umana "non vede non sente non tocca"
ma trapassa e travalica i ghetti
costruendoci sopra grattacieli di formaggio coi buchi
per il piacere de topi 
e spazzatura per le nuove generazioni
dov'è scena
fa massa
quant'è peso fa senso
e se fa senso
è necessario
l'abbecedario
avete lo culo scoperto, giovani d'oggi!
Ve lo dice il futur dei giovani,potrei essere vostro Nonno!"
eh forse già lo sanno,
è nell'abito..avere un pò il cul de fora..
Ma non è colpa del singolo..
o libertà, ipocrisia, libera messa in scena d'amore..
nè di una lettera lì e una quì..fuori posto o troppo in ordine..
o altra pietanza per palati fini o bisognosi di profumi
per appagare  carenza d'affetto..
o per pagare l'affitto..
nè di un iconcina su internet..
d' atti zoccolini perfettamente nella media..
o due parole buttate a caso per pettinarsi belli..
come sale sullo zucchero..
il piacer del sentire l' arte del cinema per poco..
ne per "due colpi di spazzola"
telefono, vise a vise,energia elettrica
 non è colpa dei mezzi di comunicazione
 per farsi pubblicità..
se 'fai da te' o fai di te
pubblicità nella media..
non è colpa neanche dei tradimenti..
quelli che feriscono e uccidono..
non è colpa della meschinità umana..
capace del peggiore atto..
nè delle migliori maschere da buono..
è tutto meravigliosamente precario..
è ora del testacoda!
e allora...passante..
il mostro
è dentro di te.”
dice Nonnorally,
il futuro dei giovani,
sguardo di pietra,
scavato nel volto
gli occhi
sul limine.
rivolto al passante;
all'interlocutore più giovane:
"Amavi da sempre!
Era la tua storia!
 Ora che lo sai
scrivila!"
osserva
per un ultima volta
il fiume in piena,
scorre accanto,
chiude gli occhi.
La corsa si fermava quì
 destinazione
 direzione
 capolinea
una mezzavia
 
 
sol quand’anche testacoda
il sentimento
non vien-di-mezzeria...
nulla quì si ferma alla fotografia
di un attimo.
                                

Postato da Linch
(diritti riservati sui testi scritti) - commenti (15)
mercoledì, 23 aprile 2008


Passa il nodo

nel filo che unisce le coscienze

 

negli occhi del monaco

di fronte al soldato

l'uomo

di fronte al carceriere.

Il re degli schermi

tra le mani un semaforo

il rosso

il verde

il nero

il più persuasivo

versa contenuti dentro un immagine

la traveste da concetto.

Un tozzo di legno

qualcuno lo brandisce come una fiaccola

e riceve l'ordine di correre

mettendo a ferro il filo 

che unisce le coscienze

e a fuoco il filo che le diversifica.

Questi fumi calpestano il colore naturale del cielo

non quella sua terra

che invece viene devastata.

Passa il nodo

nel filo che unisce le coscienze

 ben radicato

dentro uno schermo.

 

Negli occhi del monaco

di fronte al soldato

l'uomo di fronte al suo carceriere

altrove il potere della persuasione.





Tutto il mondo

non è paese,

quando è pausa

entrare nell'urna,

 

senso di libertà

dietro una tendina

elettorale.

e dietro la tendina

 Tibet

 sangue

dal cuore

circo

scritto

 Cina

olimpica

 stato

di

polizia

tendina

totalitaria

berlusconi

Vignetta

OmoLògo

Operaio

Padrone

Mafioso

Tendina

conflitto

 interessi

reclame

tendina

al governo

tasse

dentro

 borsellino 

delle banche

tendina

interiore

clandestina

"permesso

di

anti-camera"

a volte

 di soggiorno

tendina

bossi il ritorno

la paglia

nella testa 

del razzista

fucile spianato

dura

il ricco

quando

striscia

la notizia

riemerse

tendine

di fasci

ma

tappi

tappe

veltroni

camper

tendina

 pecoraro

seduto

sull'Arco

baleno

tendina

puff

 prodi serenade

tendina

rifondaioli tra file 

di dieci mila Leghe

colpiti

sotto i mari

affondati

tra le tendine

 Nulla  ma anche 

Per il bene comune

 tendina

il papa re

l'aborto

le coppie

le coppe

il cappio

il fatto

di fatto

i fatti vostri

le coppie

strapazzate

le uova

scoppiate

tendina

ferrara

 le uova

sode

a badilate

sul naso

ferrara esplode

notizia

bomba

carta

fine del mese

mutuo

mutua

casa

caso

tendina

precari

fuga

di

cervelli

corporazione

chiusura

mobbing

linciaggio

a fondo perduto

tra nonnismo

bullismo

dove 

vira

notizia

cronaca

nera

rosa

bianca

tendine

coprono

mura

dentro mura

fuori mura

oltremura

oltremare

crescita

zero...

cosce

a cachèt

di ventura

tendina

basta

pasta

 parola

genitale

 zinne

 zanne

carne

sesso

doppio

petto

di pollo

in doppio

senso

di

zero

assoluto

si

ma

poi

tendina

asciuga

tutto

il sudore

che sporca

l'immagine

perfetta

del senso

della vita

in una bolla

di sapone

il vate

il water 

 le viti

del Quadro

appeso

alle Mura

sipario di

 donnette de

filippi

riempivelina 

a strisce 

prosciutto

tra il chiodo

e il martello

tra le Mura

e il Buco Nero

ammiccante

Italietta

reclama

grande

Numero

perfetto 

di

Mozzarelle

a mosaico

tendina

in

piazza grande

trichechi

tra i cachi

 pinguini

tra Reali

 e Reali-ty

 servili-smi

Sme

 status qui

 quo

status quà

le papere

tramonti

tremonti

  vespa

dentro

fede

dentro

sgarbi 

riempie

 bondi

 di maroni

ed accoglie

 il Buco Nero

come ospite

in trasmissione

santa n chè

non la passa

al

convento

la cambia

in moneta

sonante

la cultura

la casta

la crepa

nel muro

il cinema 

tra 

i popcorn

 opinionisti

tra i peli

sulle lingue

teorici

a naso

tirano

le polveri

bianche

di polemiche

sterili

coperti

da

tendine

di oro massiccio

politically correct

così comicipolitici

politicicomici

com'è

dura

la vita 

a reddito

non dichiarato

del difensore

delle libertà

 musica

dentro

l' iva

la zanicchi

 il bue

 e l'asinello

la discoteque

baila baila sopra

i cocci del moccia

  tra i siparietti

della star-lett-o

 del giovane rampante

cellulato.

le teste sono connesse?

Quanto manca di credito

per far di virtù

virtuale?





 

modelli e bidelli

modelle e bidelle

 su tutti

gli schermi

 divette

anoressichette

tendina

 coca e chicche

 cricca e Cacca




 

il Saggio

il Giusto

il Medio

l'infradito

 barzelletta

La poesia

è brodo di giuggiole

laddove il mondo è paese

riscontra disarmata

che non è alloro.

Lo standard sedimenta

nel parolario comune

 e si concima da solo

anche nell'abito.

Passa il nodo

nel filo che unisce le coscienze

 ben radicato

dentro uno schermo.

 

Negli occhi del monaco

di fronte al soldato

l'uomo è di fronte al suo carceriere.

 

 

Mi chiedi come va

disse

La notte scorre tranquilla..

dirà

ma al buio

non ti vedo.

Postato da Linch
(diritti riservati sui testi scritti) - commenti (35)
martedì, 19 febbraio 2008


Controsenso



 

…resta acceso

mentre s-boccano

 parole

s-fumando..

 

 

“Sei sicuro?”

 

 

“Sicuro!

Non ce la faranno,

non senza di me!”

 

  

“Non servi!

 

“Perchè?”

 

 "Nessuno ci sente!"

".. ascolta..

non senti anche tu?”

“Cosa?”

“..nulla!”

 

 

..in attesa della prossima corsa…

  in posizione…

 raggiungere il punto più lontano

 dell’orizzonte

prima possibile..

prima degli altri

 

"..prima possibile

..prima degli altri!

Fin quì ci siamo!"



Il flusso scorre non detto



 

 

“la voce è fuori campo..

"Non sento!"

"Ascolta!"

 

 

..resta acceso

mentre s-boccano

parole..

quando il fumo esce

da dietro le tende

copre  il sole

ogni passo avesse in mente

di fare..

era a rischio

 

Una luce fioca sul corpo..

che fa ombra…

laddove non batte..ciglio..

lo sguardo scava tra i granelli

di una via anonima

e l’ ombra cammina sui litorali

più alta del corpo

che la domina da lontano

come un gioco ad essere

quì e là

 

Sul ciglio di una strada

Due passi nella notte

                         

..da lì a due minuti..

 

ti accoglieva a braccia aperte

l’anima gemellata

dopo aver smaltito gli avanzi..

negli anni che non riscaldavano più..

 

..l’offerta migliore ai suoi piedi

era di consumo..

 

dunque

era il litorale

 

un batter ciglio

dove non è ancora

perchè non era

o non sarà

come previsto

 

i suoi occhi verdi si alzano

 fissano

l’attimo

prima che si perda

dove pare si sollevi la  polvere

come di solito

 

 

 

“la lungimiranza calza

 perfetta il piede

 dal passo felpato”

“Quando arriveremo?”

“Che importa?

Nessuno ci sente!”

 

“Non serve..

conserva energia..

siamo lontani!”

“Sei pronto?”

No!”

 

si accende il flusso

scorre non detto

da lì a due minuti

 

 

“Non mi si legge

 il pensiero!”

“Non serve..

 un idea borghese!”

“Dove siamo?

Dove non è quel che vedo

dinanzi a me?”

 

“Siamo..quì.

Il resto non è ora

..non serve!

Sei pronto?”

“No!”

 

 

..resta acceso

 parole

s-boccano

s-fumando..

 

 

sul ciglio della strada..

due passi…

nella notte..

 

 in posizione..

il punto più lontano dell’orizzonte

prima possibile..

la via del deserto 

“Prima di tutto..!”

“…risparmia il fiato..

nessuno ti sente”

“Quando?”

“Ora”

 

.

.. due passi..

nella sabbia



a senso unico


alternati 



 via mangiata dal vento

 strada invasa dalle genti 

 controsenso

ci fosse stato qualcosa 

la via giusta era un intreccio

..due passi nella sabbia..

restavano le domande



"Hai sentito qualcosa?" 

" ..due passi diretti"

"Noi..nella sabbia"

Postato da Linch
(diritti riservati sui testi scritti) - commenti (27)
domenica, 13 gennaio 2008



 A catena                      



..non c'era verso

per una sola direzione..

ne servivano di più..


"Più versatili..più convinti

delle vostre ragioni

forza ce la potete fare.

più la botta picchia

più la risposta fa male!"

E' il dondolìo di questa nostra Storia:

c'era una volta...la tosse..

l'ossigeno era un groviglio di voci..

tante voci assieme..

il racconto inizia quando le voci

ad una ad una

iniziano a tossire

allora s'inizia ad afferrare la domanda..

la necessità..di una..due voci..non di più

e la colonna sonora del momento..

senza feedback la domanda inizia a tossire

e lentamente la voce va e viene

nella tosse generale

di altre voci confuse assieme

mentre vanno e vengono

vanno e vengono

"Andare e tornare

forza

lenta-mente

andare

e tornare

inspirare

e-spiare.."

della circo-stanza era vuota stanza

 radici di pensieri profum'ambiente

come incenso ed entran nelle narici

come ossigeno

confezioni di fumo..

della trinità Etica/Etnica/Pathos

ne avean fatto spaghetti

contenuti al ragù

 piatto culturale

alimentare filosofia

ottime domande

di pancia

durante indigeste

questioni

mai risolte

di potere

sulle cose

"Andar e tornare

andar e tornar

in-spirar e-spirare

spiare e-spiare

spiare e-spiare e..

che fa signorina?

No la spazzatura

non quì..

laggiù..

differenziato..

forza voi...

andare e tornare..

ossigenare i polmoni..

 non dico a lei signorina..

per cortesia questo sacchetto nero..

via da me!"

"Mi scusi sir

sa dove posso mettere

la mia spazzatura

senza darle fastidio?

E' giusto coltivare buoni rapporti tra noi,

 lo Stato va a puttan

insieme ai nostri diritti!

Ma noi dobbiam essere amici!

Noi siamo il domani!"

 Volti schizzati fuori

da un quadro di Picasso,

espressioni assuefatte

stranite

m'ancorate a zatterine emotive

su terra ferma

dove rifiuti s'accumulano

e tragedia dantesca

a portata di tutti

declama in agorà

mostrando le scorie

di grattacieli di rumenta,

Picasso aveva vista lunga

la via della confusione di pezzi!

"Ciao bimbo

piaciuto il puzzle?

Il prossimo natale..

ti regalerò..

il prossimo natale..

...sarai più grande!

Già! Ora devo scappare..

le tasse del paese dei balocchi!"

"Avanti e indietro

spiare e-spiare

in-spiare e-spiare

polmoni come cameroni

martellate  il respiro

lenta-mente..

Andare e tornare!

Motivo de-motivo!

Và Così!

Motivate il respiro!

Ed ora stretching al cervello!

Cos' è  'st' odor di merda?

Ancora lei?

Signorina, lei è molto carina e gentile

 la rumenta la posi laggiù

davanti a quella bella casetta

piena di fiori gialli e blu!"

pre-occupati a mantener stagionatura

mentre le stagioni cambiano regime

il fisco evade da sè nelle tasche

bucate del gran burattinaio

che fa spuntare sole e temporale

della democrazia dove non esiste da tempo.





A corde                                     

 

 

 


 "Ciao bimbo

ce l'ho fatta!"

"A che fare?"

"A sconfiggere

il mal-essere!"

"Cos'è ?"

"Fa male!"

"Dove?"

"Non si vede!

C'è!"

"Perchè la carta

 tra le mani?"

" Carta canta!"

"Carta canta??"

"Certo!

canta!"

"Canta?!?"

 "Certo! Posa

 l'urègia!"

 

"Canti?"

"n' ho la tosse..

.. bimbo:

Guardami negli occhi!

Senza denaro

 sei spacciato!" 

"Papà.. cazzo dici?

Faccio i capricci ?"

"Quale papà?

 non siam parenti

bimbo!

io son  amico di mamma..

e  play-station..

 te l'ho regalata

 cambiando lavoro!

..non sai..

la generazione dopo la mia

gioca di schemi 

 schermi!"

"Meglio le biglie.."

"quella è la mia

generazione..

non sconfinare bimbo..

altri tempi..bei tempi..

è andato tutto a p..laystation..

bel gioco ?"

"A me piace l'altalena!"

"brutto argomento bimbo..brutto..

Ancora non sai ..

da grande

devi sapere..

C'era una volta..

 l'assicurazione...

il Pil..l'ici..

l'insicurezza..

e se poi  licenzia..la c.g.l...

perchè sennò l'irpef...

per non parlar di 7 e 40...

perchè poi ..

ci sono ragazzi meno fortunati...

pensa che sfortunati

i ragazzi meno fortunati

fan meno cacca di noi..

.. senza medicine..

morir di fame..

la sete..

studierai il Medioevo

alle medie.. 

intanto  noi abbiamo tutta questa cacca da fare

 c' anche senza far c' avvolge

concreta-mente

 sicura-mente ...

mente..mente..."

"Meglio lo scivolo.."

"questo volevo dire..

meglio lo scivolo!

ma .. ancora tanta strada ..

non scivolare

quando il mondo fa le bolle.."

"A me piace far le bolle!"

"Lo so

a me no!"

"Perchè?"

"Quando avrai carta

auto  lavoro..

 a progetto..

e belle tasse

(l' hanno detto  quelli

che siedon nell'Olimpo de circhi

 e traversan le strade con  occhiali scuri

in incognito

da chi li ha votati...)

quando avrai pagato

e sonar

 carta tra le mani...

chè  carta canta..

allora forse ti potrai permettere..

 attento agli altri..

beneficienze..

volontariati..

riempire uno spazio,

un buco che è dentro..

 è anche fuori..

ti spiegherò ..

fuori mano..

le mani sulla coscienza..

 starai bene..

anche se 

 questo strano odore di..ehmm...

 devo scappare bimbo...

saluta  mamma..

 ricorda 

 non son  papà

ma  amante di mamma...

ciao piccolo... carta canta!

Il mondo fa le bolle!"

..non c'era verso

nella sola direzione..

ne servivano di più..

 della circo-stanza

era vuota la stanza..

una luce cadeva dall'alto

nello spazio più strano

 circondato dagli odori

della via cosparsa di rifiuto

le radici nelle tasche

fabbriche d'imballaggi

d'azione-re-azione

rami di rami di sottili disegni

le radici nelle tasche

 un luogo neutro..

dentro

la musica cresce

di braccia

in muscolo

 rumore sub

canti attenti a tempi d'orchestra 

il mare si alza

onde s'incrociano

 annegando-le-f-eli-ci-stazioni

 sotto maree

durante

 surriscaldamenta

nuove fondamenta ai ghiacci

 nuovo avviato millennio

senza specchio storico

fare il punto del livello economico

e la croce del livello patafisico raggiunto

alzand' onde a tornanti

sotto-forme di successo impersonalmente

del tutto personale;

"dite dita..

cosa avete toccato oggi?

attenzione alle epidemie..

lo ha detto il telegiornale"

"Che classe politica

 lo amministra?"

toccare il pericolo

 senza sapere di

mani-m-pollin-azione

"Non legger giornali

 nè cerca tg

piccolo mio

è finto..

quel che accade

è dentro le cose..

va ri-cercato e ri-conosciuto 

ma..

l' in-formazioni

son pezzi d' un puzzle..

tracce  d' i-segno..

dove le vedi spesse

non sono vere!

Van raccolte

a brani!" 

"Papà che  fare?"

"Non son papà,

ma quante volte .."

"ma sei sempre con  mamma.."

"Coff..cough..eh si ma..

perchè siamo amici

da quando andavamo al "parco-giochi"...

infatti bimbo ecco che si può fare...

ti accompagno al parco giochi..

va bene?"


"Ma ho dieci anni..

son grande !"

"E l'altalena?"

"A me  lo scivolo!

Sull'altalena tu!"

"E allora via!"

"E  Skype?"

"Meglio scivolar!

Via da quì, scarpe, sciarpa..."

"W!"

"Non correr che scivoli 

sulle rumenta!"

l'altalena gira

sempre più veloce

 gioco di crescita

tra sviluppo e avviluppo

tra dolce amaro

chiaro scuro

 fino all'ultimo giro di giostra

quello di un altalena

nel giro della morte

dopo cui

tra venir daccapo

e partir da zero

qualcosa è imploso

e s' accendon pupille

come riflettori sul mondo

si dilatano

nel mal de vivre

si restringono di trattenute emozioni

e lacrimano quando dentro il tempo scotta

la vita resta accesa

finchè la conserva non scade

allor l'onda fuoriesce

e sconfina di territorio..

gronda poco gradita..

null' è sicuro

nel tragitto secolare

da Madre Terra

a Madre città...

terre e promesse lontane..

guerre a domicili...

grasso lampadato..

"..anche se scivoli

domande..?

Come cos'è la Cia?

alcune cose non so

...ma c'è la Cia..

e se l' onu non..coff coff...vedi?

Mi fai tossire!"

"Pazienza..

  scivolo..!"

"e l'altalena?"

"Tu!"

"Mi dai una spintarella?"

"cos'è ?"

 "Un modo di dire!"

 

tra passato e futuro

andata e ritorno

si muove perpetua

circolare

avanti

e indietro

da un punto

fermo

si resta

dove si va

si vien

dove si vola.

Postato da Linch
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martedì, 27 novembre 2007

Forse è vero

non è mai stato così

inverosimile

ogni cosa non è simile  neppure a sè stessa

è già di facile ascolto

già!

Il presente è passato

ed ogni cosa non è simile 

a sè stessa

come cammelli nel deserto

rincorrere i pensieri

piegati tra le dune

e prima di sentirne la sete

sfilare il nodo e portare all'altro

il filo delle ragioni

in equilibrio

sulle superfici

della profondità

delle sabbie

mobili

dentro

di noi

già!

Io dei tuoi pensieri

non ho capito

il senso  vuoto

non ti colpevolizzare!

ma io sono sereno!

i pensieri hanno schiena

paventano e addobbano pareti

sai non servono parole

puoi sentire ammalianti armonie

di pensieri alle ossa

di un contenuto che non c'è

mentre socializza con te

(non ti preoccupar dei pensieri

spesso non arrivano alla carta)

già!

Ma anche il contrario!

assolutamente!

assolutamente cosa?

assolutamente sì!

un opinione?

una certezza!

già!

Assolutamente sì!

E' divertente utilizzare espressioni cretine!

se non si diventa un pò cretini

non s'assapora la felicità

di un momento passeggero

già!

Fino in fondo

il tempo conta

ci rende piccoli e brevi

e lo perdiamo!

siamo tavole imbandite?

bella domanda!

ora bisogna apparecchiare

per chi?

poche cose sappiam assolutamente sì

molte le sappiamo assolutamente no

ci sono sorrisi elettrici

ci sono le macchine

e ci sono persone nude

che non riescono a farsi capire

forse è vero

e non è mai stato così inverosimile

ogni cosa non è simile

neppure a sè stessa

 è già di facile ascolto

già!

Il presente è passato già

ed ogni cosa non è simile

a sè stessa

e poi fosse vero a cosa sarebbe simile?

Tutto quanto detto è già stato detto

la storia si ripete

nella vita

di tutti i giorni

già!

Il presente è già passato

ed ogni cosa non è simile

a sè stessa

cambia

si muove

si sposta

e si ripete

a che serve dimostrare un opinione?

è inverno

è gelo

e il ghiaccio è acqua

è tutto chiuso

già!

Tutto chiuso!

e non c'è più niente da dire

già!

Ma se tutto questo non ci fosse presente

non saremmo abbagliati

per tutta la vita

dalle vie di mezzo

del dolore

non capisco

Quale dolore?

Mi parli di sofferenza?

Io sono sereno

già!

Anch' io spesso ci provo

 chiudere le tele

come fosserio sipari 

fingere di non vedere

oltre il mio naso

quel che accade

dentro

intorno

forse è vero

non è mai stato così inverosimile

altri vedono quel che accade

come fosse uno spettacolo

ti riesce?

già!

dunque sei egoista?

già!

Sono sereno!

Suono la mia musica

e quando piove?

Mi metto al riparo

e suono

la mia musica

ma che bella persona !

già!

Il mondo è soleggiato da belle persone

irradiano umanità

anche tu sei una bella persona!

credi?

E' bello dire qualcosa

che in reltà è diverso

sperperare gli aggettivi

i modi di dire

l'importante è saperlo

così è un bel gioco

credi?

assolutamente sì!

come dici?

di-co-me va e viene

dico un detto

non è mia invenzione

si dice e basta

già!

assolutamente

quando è ghiaccio

l'interruzione diventa profonda

siamo dentro

il vuoto accoglie la mancanza

fragili

di un filo che unisca le cose

corde

persone

storie

strade le hanno divise

tramutando le tensioni

in chiusure

a cord-a-te

le nostre parole sono i muscoli del cervello?

forse è vero

non è mai stato così inverosimile

che cosa stai pensando ora?

Tra sè e sè non era ancora uscito da quella stanza bianca

era così bianca da non vedersi ad occhio nudo

caduti da tempo

parlavano attraverso una porta

chissà se aldilà vi fosse davvero l'uno/a per l'altro/a

osservava quel colore assente come fosse qualcosa di sacro

semplice-mente

era davanti ai suoi occhi

il colore di quel libro

di microcosmi

mai scritto da nessuno

vissuto da chiunque

 libertà spaziava nel bianco di stanze vuote

quelle in cui non è più tempo di correre avanti

nè di s-correre quel che è andato indietro

 le cose finite e terrene

 le altre dicesi spirituali

che va di moda

esult' azioni esit' azioni insult- azioni

e c c o

 libertà spaziava nel bianco opaco di un meridiano anomalo

tra un epoca e una virgola

un prisma

raccoglieva tutti i colori

che nessuno riusciva a penetrare 

 con altri occhi

fin dal primo sole 

il silenzio

era contenuto nel linguaggio

non contenuto

dei pensieri.

Cavalcand' onde

do-man-domande

radicand' oltre lo scibile

di là dalle dune

nel silenzio

dei pensieri.

Non c'è più niente da dire?

già!

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(diritti riservati sui testi scritti) - commenti (58)
martedì, 16 ottobre 2007
---> lo stormo



in quell'attimo tutto e niente


erano una sola          cosa               

corrente

                     


s-cuotevano         s-quotando     senz'aria      sicura...



non appena apriva le ali



svaniva

                                                       

                                                           

                                                             

 inventa venti di via


s'imprime


quando le nuvole ti vestono

,


in venti di via


venendo nel vuoto


s'esprime

  fuori tempo

                  

 battevano le ali

senz'aria

sicura

,

 

luogo non luogo


dove massa non fa psiche


                     levita senza ingombro

                                    


 s-vanendo s-veniva

:

l'abbandono di un senso unico

 per le rotte

di-vento

:

 

non appena apriva le ali



..



così

...



era lo stormo

.

 

Postato da Linch
(diritti riservati sui testi scritti) - commenti (74)
lunedì, 17 settembre 2007

C'è sempre il mare

e c'è la spazzatura

a separare

la terra



dal  cielo

nitrir

di sensi di colpa

 mille formalità

di una sola sostanziale

incapacità d'amare...

passare via

fuori contorno

il pensiero correva

più veloce della vita

dentro e fuori frasi fatte

 rancori taciuti

 risa trattenute

 convulsioni

 muffa

che ogni giorno restava

aperta al confronto col nuovo.

Pronunciava queste parole

ma non è pervenuto chi fosse:

Quando va di getto

tutto il peggio

da eco

in un attimo

prendendo forza dal peso

e dalla storia

dalle traettorie

di sensi

e sentimenti

cassati

sul nascere

passare via

fuori contorno

fuori e dentro

la casa dei tesori

"benvenuto nella tana dei porci

vuoi diventare come noi?

Ecco la targhetta..."

"..a patto che tu sia sempre daccordo

e non ti venga da ridere

quando non è legittimo

anche se ti viene!"

passare via

fuori contorno

"noi ti paghiamo

paghiamo ogni tuo movimento

ogni tua intenzione

è nella nostra geometria

noi ti accogliamo in casa

e tu dovrai portar sereno

noi ti diamo da mangiare

e tu ci darai qualcosa in cambio

la tua devozione

e la tua vita

il tuo sudore

tu ci darai in cambio

te stesso felice

noi ne faremo uno stampo

e sarai uno di noi

un covo di rogne;

noi vendiamo merda

perchè ci viviamo dentro

ci piace

nel tempo libero

parlar d'amore

politica

e cultura

 buoni argomenti

per trascorrere piacevolmente

questo vuoto tra di noi"

mentre tutto tace

umanamente.

Non esiste un prezzo

passare via

fuori contorno

ma  non era tutto

così orecchiabile

solo lui sentiva

tutto questo artificioso 

ponderato

nel frattempo non restava che aspettare

era questione di minuti

prima di passare all'urlo

fare  quel dannato vuoto

presenza costante

dietro le quinte

come la calce  ancora fresca

dentro un muro eretto da passati remoti

tra persone

che conosceva

che aveva respirato

e avevano promesso

fiducia

rispetto

il valore

di parole

di un certo calibro

quando le spara grosse

 in fondo

farsi domande

portava ancor più lontano

e ancor più dentro

nella finzione

nelle sue manifestazioni

di gruppo

 

    monca  poesia

poesia a passare via

fuori contorno

"bisogna educare i bambini

crescere con sani valori

 certezze sicure"

(..certezze sicure?? un senso doppio..

che rafforza

come quando oggi

si sente dire "assolutamente si!"

che non vuol dire niente di più

ma si usa come sale)

"..perchè loro saranno

il nostro futuro

bisogna investire sul bimbo

il bimbo non è un puffo

è una risorsa...!"

"per crescere deve consumare

perchè un giorno

quando sarà grande

e adulto

 sarà lui ad essere consumato da noi!

Scoprirà che la vita non è un gioco

vero lavoratori?

Avanti...lo sappiamo tutti in fondo no?

Meglio annullare il cervello

per non sentire male!"

ecco le parole

gli "eccome se è così"

di miliardi di persone al lavoro

spesso queste parole al vento

scorrono ma vengono tradotte

poi in modo più efficace

giocoso

futuribile

appariscente

nitrir

di sensi di colpa

 mille formalità

di una sola sostanziale

incapacità d'amare...

monca poesia

poesia passare via

fuori contorno

"mai dimenticare l'ingrediente giusto

mescolare con cura

sempre con una dose d' amore,

una spruzzatina di speranza,

e una spolveratina di sarcasmo degli avi!"

Pronunciava queste parole

ma non è pervenuto chi fosse:

Quando va di getto

tutto il peggio

da eco

in un attimo

prendendo forza dal peso

e dalla storia

dalle traettorie

di sensi

e sentimenti

cassati

sul nascere.

"La verità deve risultare invisibile

o quanto meno divenire

solamente

interpretabile

a buon auspicio

per salvaguardare

il beneficio del dubbio

e che questi benefici

siano di gruppo,

le mele marce vanno

 stroncate sul nascere

ma col sorriso

con educazione"

perchè con educazione

la ragione

è da una parte sola

anche se non è così

monca poesia

 poesia a passare via

fuori contorno

un muro coperto

da miliardi di palle

e giochi di ruolo

restava del marcio

perchè tirare fuori tutto

dopo che migliaia di volte

 è già successo

è gia stato masticato

visto

digerito

è roba da pazzi

roba da pazzi

eppure

eppure

nulla è scontato

neppure la cattiveria

  monca poesia

a passare via

fuori contorno

la cattiveria

fa tendenza

è insita nell'essere umano

può tradursi educatamente

o diventare bestiale

o anche ironica

nitrir

di sensi di colpa

 mille formalità

di una sola sostanziale

incapacità d'amare...

la cattiveria

rompe lo schema

e a volte lo crea

spesso qualcuno risponde

alla cattiveria

perchè non si può stare sempre e solo a guardare

ed esce dal covo di rogne

urlando dal cuore

il canto feroce della diversità

e diventa cattivo

ridicolo

il gioco di ruolo viene alla luce

e non ha più alcun potere

di giocare

la partita

del cuore

(la danno in tv

anche questa

basta un palla).

                     

       monca poesia

passare via

fuori contorno

perdere

vincere

ragione

torto

questioni di potere

  muffa

in archivio culturale            

da tradizioni

ricevuta in eredità

dentro

e fuori

per secoli

carne della carne

microcosmica realtà

di tutta una comunità

monca poesia

          poesia a   passare via

fuori contorno

la sua maschera non è più credibile

non risponde più al personaggio

che gli hanno assegnato

da sempre

si è esposto

è pericoloso

il pazzo

può giocare la partita da solo

solo se se lo può permettere

 supportato oltre che  da controprova schiacciante

da persona facoltosa e danarosa

che possa supportare col potere il suo urlo sociale

e a-sociale

                   monca  poesia

poesia

passare via

fuori contorno

un dissidente fuori dal buon galateo sociale

"nessuno si può permettere di perdere silenzio così

e di metterci in discussione

nessuno quì

le regole le dettiamo noi!"

tanto meno "in questa Cooperativa"

tanto meno "nella nostra famiglia"

tanto meno "nel nostro gruppo"

tanto meno "nella nostra situazione"

di collaborazionismo

anche quando il gioco è sporco

tanto meno quando il gioco è sporco.

Pronunciava queste parole

ma non è pervenuto chi fosse:

Quando va di getto

tutto il peggio

da eco

in un attimo

prendendo forza dal peso

e dalla storia

dalle traettorie

di sensi

e sentimenti

cassati

sul nascere.

              

            monca poesia

poesia

deve passare via

fuori contorno

pare a volte il gioco del mafioso e del pentito

il pazzo è quello che rompe la poesia del mutismo saccente

e porta a conoscenza la verità

può nascondersi dietro le ipocrisie

dietro i tradimenti

diventare una forma d'amore a volte

la cattiveria fa sorridere

solo che per colpire deve stare a metà

oscillare

sporcare le cose

ungerle

senza che se ne possa risalire alla fonte

monca poesia

a passare via

fuori contorno

penzolando come un verme da una pianta grassa

un bruco in attesa di-venir farfalla

spicca il volo con le sue alette da piccolo verme

insospettabile

ostenta le sue traettorie

viscido e alato

in cerca del fiore giusto

            monca poesia

passare via

 

paragoni con le cose:

buoni come il pane

cattivi come letame di vacca

ad ogni caso

non esiste casa

nè fermata

quando qualcuno va cercando

davvero

un deserto

di pace 

 la poesia resta monca

quando si corre sul bordo

di questo limitar

senza uscita

 

C'è sempre il mare

e c'è la spazzatura

a separare

la terra

 

dal  cielo

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martedì, 14 agosto 2007




A volte della candela

s'accende la miccia

per vedere il buio

cosa nascondeva


cosa svelerà



dopo la notte

 

prima dell'alba



il ricordo

di un attimo

dopo


il disegno

di un' idea

 


immagine

d'immagin'azione.




Risvegli in coda d' occhi

le strade perdute

dentro un flash back.




Senza contorno

si allontanava da quì

avvolgendo nel buio della lunga notte

le voci senza foce


co-memorie senz'anima

come scarti di una pellicola.





A volte

s'accende la miccia

 

per vedere il buio


cosa nascondeva


cosa svelerà




dopo la notte

 

prima dell'alba.

 

 

Risvegli in coda d' occhi

le strade perdute

dentro un flash back.




A volte della candela

resta indurita la cera

 


come ricordo


di un'atroce fiammata

senza collocazione.

Postato da Linch
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